L’ipnosi

 

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“Non esiste che un’unica forma dell’immaginazione: quella che è talmente intensa da creare una nuova realtà, che fa accadere le cose”
Sean O’Faolain


Quando si parla di ipnosi si tende ad avere subito un’immagine più romanzesca e mediatica del fenomeno, quasi magica e paranormale. Decenni di film hollywoodiani e ambigui personaggi da varietà hanno convinto le persone che un ipnotista possa controllare le azioni del soggetto che ipnotizza, il quale si troverebbe in un totale stato di perdita di coscienza. Tale visione però è del tutto fuorviante.

L’ipnosi è una tecnica antichissima, conosciuta già ai tempi dei faraoni e potrebbe essere definita come uno stato modificato della coscienza, che può verificarsi anche più volte durante il giorno in modo del tutto naturale, come quando ci incantiamo davanti a un panorama, oppure a guardare un film che ci piace molto, quando guidiamo e all’improvviso realizziamo che senza accorgerci del percorso fatto, siamo arrivati a casa. Questa alternanza di stati modificati della coscienza avrebbe per la mente una funzione di recupero di energie e raggiungimento di piccoli momenti di rilassamento che interrompono lo stato di concentrazione su quello che stiamo eseguendo, assumendo le caratteristiche di uno stand-by. Secondo Ernest L. Rossi, questi momenti di micro rilassamento avvengono spontaneamente ogni novanta minuti circa e noi non ci accorgiamo di ciò, se non nei casi in cui si rendono più evidenti. Ognuno di questi fenomeni rappresenta uno stato di trance ipnotica, in cui le pupille sono leggermente dilatate, lo sguardo tende ad essere fisso e la mimica del viso completamente distesa. Questa condizione è comune anche negli animali.

Quando nell’uomo tale stato deve essere indotto artificialmente da un ipnotista, per poter affrontare un dolore o una malattia, si parla di ipnosi clinica. La trance che possiamo ottenere durante un’induzione ipnotica non è quindi altro che un’amplificazione di quella condizione naturale sopra descritta, portata ad un livello più profondo, ma sempre possibile per la nostra mente e già presente naturalmente. Un fenomeno che non presenta nessuna delle proprietà magiche e paranormali attribuitele nel tempo.

 

L’ipnotista può farti fare azioni contro la tua volontà?

L’ipnotista non può assolutamente far fare al paziente azioni contro la sua volontà; egli è semplicemente un professionista che ha gli strumenti per indurre il paziente nello stato ipnotico e, solo fintanto che il soggetto glielo permette, alimenta la sua immaginazione con suggestioni e parole appositamente studiate e, nel caso il paziente non si senta a proprio agio, può liberamente sottrarsene ed uscire dalla trance in maniera del tutto naturale, in ogni momento lo desideri.

Seppur l’ipnosi sia nota in campo medico fin dai tempi di Franz Anton Mesmer (1734-1815), è nel 1954 che venne pubblicata una delle prime definizioni di ipnosi su base scientifica a cura di Milton H. Erickson,  uno dei più importanti psicoterapeuti e ipnoterapeuti del Novecento (1901-1980) e secondo la cui formulazione clinica, il rapporto terapeuta-paziente non è più asimmetrico, ma assecondato ad una relazione di reciproco rispetto e collaborazione. Egli definiva appunto l’ipnosi come un tipo di comportamento complesso ed insolito, ma del tutto normale e che in condizioni opportune può essere sviluppato potenzialmente da chiunque. In tale stato o condizione psicologica e neuro-fisiologica, le persone funzionerebbero in un modo speciale, pensando, agendo e comportandosi come farebbero in un normale stato di coscienza ma, grazie alla focalizzazione dell’attenzione favorita dalla riduzione delle distrazioni, anche meglio. L’ipnosi quindi, secondo questa definizione, è un modo di essere dell’organismo, con aspetti neurofisiologici, elettroencefalografici e psicologici che possono essere valutati e studiati.

L’ipnosi è una tecnica che permette di accedere alla dimensione inconscia del paziente. Durante la trance ipnotica prevale la funzione dell’emisfero cerebrale destro, l’emisfero emozionale, in cui predomina un linguaggio meno elaborato, come quello dei segni, delle immagini, del linguaggio simbolico. Quando è più attivo questo emisfero la persona che riceve la comunicazione è più ricettiva a cogliere i doppi sensi, le metafore, gli aforismi, i racconti bizzarri e le immagini fantastiche tipiche delle favole, sa maggiormente affidarsi all’intuito e ciò può aprire la via a nuove visioni della realtà che sembravano nascoste agli schemi della razionalità, creati nel tempo dall’emisfero sinistro.

L’ipnositerapia diviene quindi una grande possibilità di modificazione di blocchi, rigidità e sintomi psichici e psicosomatici di vario genere. Nello specifico, l’ipnosi è indicata per il trattamento di molte problematiche, tra cui: ansia, panico, fobie, ossessioni, depressione, bassa autostima, insonnia, dipendenze, traumi, disturbi alimentari, disturbi sessuali, controllo del dolore fisico, fibromialgia, asma e allergie, disturbi del linguaggio, disturbi psicosomatici, prima e durante il parto, in odontoiatria, con i bambini, ecc…

Non tutte le persone hanno la stessa responsività all’ipnosi, questa capacità può però essere migliorata con l’esercizio.

L’ipnosi e l’autoipnosi possono essere usate anche come metodo di rilassamento, arricchimento e riequilibrio della personalità e come mezzo di contatto con le proprie risorse interne.