LE EMOZIONI (# 1 di 4)

Le emozioni sono in genere definite come delle risposte adattive, predisposte biologicamente, funzionali al benessere dell’organismo.

Numerosi studi hanno dimostrato che l’emozione è una combinazione di stimolazione fisica e cognizione (pensiero), cioè quello che pensi influenza quello che senti, e viceversa.

Quando proviamo un’emozione sperimentiamo contemporaneamente cambiamenti relativi sia alla sfera fisiologica, che a quella cognitiva, che motivano una persona ad agire. In altre parole, avvertiamo

  • cambiamenti fisici interni (si modifica la frequenza cardiaca, si modifica la temperatura corporea, l’attività di alcune ghiandole, avvengono cambiamenti sulla frequenza del respiro)
  • esterni (si modifica la postura, l’espressione facciale, i gesti)
  • cambiamenti di tipo mentale (cambia la natura dei nostri pensieri, il modo di vedere la realtà)

Le emozioni rappresentano il modo in cui ciascuno di noi sente e vive l’esperienza delle cose. Esse  hanno un ruolo rilevante per adattare l’individuo all’ambiente e hanno funzioni diverse e importanti:

  • FUNZIONE COMUNICATIVA
    l’emozione comunica all’esterno il proprio stato e le proprie intenzioni. Questa comunicazione può avvenire sia in modo consapevole che inconsapevole. Infatti posso far capire al mio interlocutore che sono arrabbiato, sia dicendoglielo, sia col tremolio della voce o un colorito diverso.
  • FUNZIONE AUTO-COMUNICATIVA
    L’emozione ci dice ciò che ci piace e ciò che disprezziamo, che cosa desideriamo e cosa temiamo. Quindi ci indica quali sono gli eventi a cui prestare attenzione e dedicare energie.
  • FUNZIONE REGOLATRICE
    La conoscenza della propria ed altrui emozione ci aiuta a regolare o modificare il nostro atteggiamento nell’interazione con l’altro.

Ecco perché le emozioni non vanno catalogate come positive o negative; tutte hanno funzioni evolutive e non distruttive, anche quelle che viviamo generalmente come spiacevoli, ad esempio la paura, la rabbia, la gelosia, l’invidia, il disgusto… Tutte le emozioni sono indispensabili per il nostro benessere, esse sono cartelli stradali che ci indicano la direzione da prendere. Fidarsi di ciò che proviamo, accoglierlo e nel caso regolarlo diviene quindi molto importante per il nostro equilibrio psicofisico.

 

Inside-Out-5-Emotions-654x404Inside Out ad esempio, l’ultimo capolavoro di animazione della Pixar, ci porta a riflettere sull’importanza delle emozioni nella nostra vita e a voler comprendere quale sia il loro ruolo nella quotidianità.

 

 

 

Quali sono le emozioni?

Le emozioni si distinguono in primarie e secondarie. Le prime, che ci accomunano anche a molte altre specie animali, secondo una delle classificazioni più accreditate sono:

  1. Paura, determinata dalla presenza di un pericolo o da una minaccia;
  2. Disgusto, reazione nei confronti di sostanze o oggetti potenzialmente nocivi e con lo sviluppo anche in relazione a pensieri o immagini particolari;
  3. Gioia, determinata dal raggiungimento di uno scopo;
  4. Tristezza, determinata da una perdita o da uno scopo non raggiunto;
  5. Rabbia, generata dalla frustrazione e si manifesta attraverso l’aggressività.
  6. Sorpresa, determinata da un evento inaspettato e seguito da paura o gioia.emozioni-primarie-4_3152

Le emozioni secondarie derivano dalla combinazione delle primarie e si apprendono o sviluppano con la crescita dell’individuo e l’interazione sociale: l’invidia, l’allegria, la vergogna, l’ansia, la rassegnazione, la gelosia, la speranza, il perdono, l’offesa, la nostalgia, il rimorso, la delusione…

 

 

 

 

Come si esprimono le emozioni?

Si esprimono a tre livelli diversi:

  • viscerale, ad esempio il cuore batte più forte, sudano le mani, lo stomaco si chiude, ecc… images (10)
  • comportamentale, cioè secondo alcuni schemi come ad esempio l’attacco o la fuggaFightOrFlight
  • espressivo, attraverso le espressioni del volto, oppure la posturaimages (11)

 

 

 

 

 

 

 

 

Perché le emozioni spiacevoli durano più a lungo?

Il tempo delle emozioni è il presente e quando persistono nonostante apparentemente non ci siano cause scatenanti è perché sono rimaste inespresse oppure perché continuano ad essere alimentate dal nostro ragionamento.

Making decisions can be difficult

E’ il continuare a pensare e rimuginare sull’avvenimento che fa perdurare l’emozione. In tali casi  l’attivazione fisiologica non si conclude e ciò può generare i vari disagi, come ad esempio attacchi di panico, ansia, stati depressivi, oppure disturbi fisici quali pressione alta, patologie cardiache o infiammatorie. Proprio per questo diviene ancora più importante riconoscerle, accoglierle e viverle nel momento in cui si presentano, anziché reprimerle, o cercare di correggerle; proprio come avviene nei bambini, che sono capaci di vivere l’emozione nel momento in cui la sentono, ad esempio sono capaci di piangere e subito dopo, quando il vissuto emotivo ha fatto il suo corso, tornare a ridere.

spring-waterOgni emozione può essere immaginata come un flusso di acqua pura che scorre dentro di noi. Se vengono lasciate fluire liberamente le emozioni alimentano il terreno e lo rendono fertile, migliorano il benessere e la nostra autostima, se invece le lasciamo stagnare o le conteniamo in argini troppo stretti, rischiamo di trasformarsi  in forze ostili e ciò ci fa ammalare. Quando le emozioni ristagnano possono infatti generare disturbi somatici o depressione; quando invece straripano possono dar luogo ad attacchi di panico o disturbi fisici acuti. Secondo la medicina psicosomatica ogni organo esprime una specifica emozione e se viene repressa o negata soffre fino ad ammalarsi.

Dare spazio alle proprie emozioni non significa tuttavia perdere il controllo, ma piuttosto permettere una comunicazione più limpida ed efficace con se stessi e con gli altri. Gestire il proprio mondo emotivo significa trasformare i pensieri automatici, spesso distruttivi e il nostro comportamento conseguente, in un dialogo interiore costruttivo, capace di modulare l’intensità dell’emozione e trovare il modo giusto di esprimerla e utilizzarla, migliorando la qualità della relazione con noi stessi e con gli altri.

E’ corretto ritenere che non siamo noi a decidere quando provare determinate emozioni o cambiare gli altri o gli eventi che ci suscitano rabbia, paura, tristezza, disgusto, ecc… Esse esistono indipendentemente dalla nostra volontà. Quello che però è in nostro potere di fare è riconoscerle, contenerle e utilizzarle in modo consapevole, controllandone l’intensità e il comportamento conseguente.

La ricerca ha dimostrato che imparare a monitorare e regolare le proprie emozioni sia realmente possibile e questa capacità viene definita dallo psicologo americano Daniel GolemanIntelligenza Emotiva“.intelligence2

L’intelligenza Emotiva è una capacità che riconosce le emozioni presenti e realizza il giusto equilibrio tra razionalità e vissuto emotivo. Questa capacità si può apprendere e migliorare attraverso alcune azioni fisiche, l’apprendimento di nuove forme di pensiero e la comprensione stessa del mondo emotivo.

L’emozione dunque, a un livello primario ci dice “che cosa è bene per noi secondo l’istinto”.

L’intelligenza emotiva è invece la capacità di utilizzare in modo proficuo il vissuto emotivo.

Negli  articoli seguenti parlerò delle possibili strategie per gestire al meglio quelle che, tra le emozioni di base, vengono vissute come più scomode e spiacevoli: la rabbia, la paura e la tristezza.

CONTINUA…

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